Corruzione e malcostume. Differenze
La corruzione è un reato specifico, che implica la concessione di benefici economici da parte di un soggetto privato che ottiene in cambio un comportamento illecito da parte di un responsabile pubblico. Compito della magistratura è perseguire chi si rende colpevole del reato, e non additare all’opinione pubblica un generico “clima di corruzione”, documentato da una raccolta enciclopedica di intercettazioni. Le quali intercettazioni rivelano, invece, un diffuso malcostume: che non è però compito della magistratura perseguire quando, ed è la stragrande maggioranza dei casi, non costituisce reato.
5 AGO 20

Distinguere tra corruzione e malcostume sarebbe obbligatorio per i magistrati, ma è particolarmente importante per i responsabili politici. A loro spetta rassicurare sul fatto che l’autodifesa legittima dei mandati elettivi non sconfini in una copertura di fenomeni, provati, di corruzione, come ha detto opportunamente Ignazio La Russa. Ma essi hanno anche il dovere di intervenire sul malcostume. Familismo, segnalazioni e scambi di favori, nepotismo, catene di amicizie, sono fenomeni molto radicati nella società italiana, dalle università alla magistratura, e sarebbe ridicolo pensare che proprio i politici ne possano essere immuni.
Il problema si pone quando queste forme di colleganza, lecite anche se poco gradevoli, diventano il collante di cordate o di gruppi di pressione che possono avere rilevanza sulle scelte politiche. Qui non si tratta di legiferare, ma di rendere sempre più esplicite le ragioni delle scelte discrezionali, che in politica sono indispensabili, mettendole in connessione con orientamenti di fondo. Le camarillas si creano e si rafforzano nelle anticamere in cui si sente troppo poco la voce del padrone di casa. Il funzionario pubblico o il politico che si fa corrompere tradisce il suo mandato e deve essere messo fuori gioco. Se lo si fa con le dovute precauzioni garantiste, è un fatto di pulizia. Il malcostume, invece, si può superare solo con una prevalenza riconoscibile delle scelte della politica su quelle condizionate dalla ragnatela dei rapporti personali. Solo con la buona politica.